sabato 3 maggio 2008

LA SOCIETà

difficile chiamarci semplicemente uomini,
ci rendiamo diversi,
ci scontriamo,
un'ineluttabile follia ci fa divedere,
non ci fà discernere il giusto dallo sbagliato,
ci rende ciechi e cupi difronte all'universo umano,
siamo uguli, fatti di pelle, fatti di carne,
ci rendiamo orrendi solo per soddifare i nostri personali progetti,
amiamo, odiamo, chi ci da questa presunzione,
chi ci da l'ardire di risentirci migliori
la vita è un squarcio nel cielo,
e noi come burattini governati dalla demenza,
usiamo il nostro tempo a sentirci diversi
a crederci superiori
quando l'universo ha la stesa alba e lo stesso tramonto per ogni colare
per ogni razza per ogni lingua per ogni popolo
per ogni uomo

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